Per violenza domestica si intende “ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto soggetti che hanno/hanno avuto una relazione di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo” (OMS, 1996).

 

“Mi oppongo alla violenza, perché quando sembra causare il bene questo è solo temporaneo, il male che causa è invece permanente”
(M. Gandhi)

Questa frase, detta da Mahatma Gandhi, leader politico che lottò per l’indipendenza indiana seguendo i principi della nonviolenza, mi fa riflettere molto. Quali tipologie di violenza esistono? Quali motivazioni stanno alla base di una reazione violenta? Chi agisce violenza è forte e sicuro di sé, oppure fragile e impaurito? E chi la subisce? Quanta forza dimostra chi rimane per anni in una relazione pericolosa? E se ci rimane, lo fa per paura, amore o per ostinazione? Accade anche nelle coppie omosessuali? Può capitare a chiunque di cadere in questa trappola? Chi sono la vittima e il carnefice? Gli uomini possono essere considerabili potenziali vittime all’interno di una relazione? Quali conseguenze ha la violenza su chi la subisce? E su chi la vive indirettamente, come i bambini che vi assistono?  Ma soprattutto, è mai possibile che qualcosa di così terribile possa essere confuso con l’amore

Queste sono alcune delle domande su cui mi piace riflettere con chi partecipa agli eventi di sensibilizzazione sul tema della violenza domestica. Interventi dinamici e partecipativi aventi l’obiettivo di muovere nuove riflessioni e stimolare punti di vista differenti. Condivisioni importanti per gli adulti, ma soprattutto per gli adolescenti che, in quanto persone che si approcciano per la prima volta alle relazioni amorose, dovrebbero essere adeguatamente informati.

I numeri parlano chiaro e le notizie, che quotidianamente leggiamo sui giornali o vediamo in televisione, fanno spavento. La nostra regione, il Trentino, non è esclusa. Si tratta di donne che ogni giorno perdono la vita a causa di relazioni violente da cui non hanno potuto fuggire; di uomini che hanno agito violenza, ma anche di uomini che la subiscono. Si tratta di bambini che vedono due genitori che si picchiano, si insultano, si uccidono. Si tratta di bambini che imparano una forma di amore malata e che, nel peggiore dei casi, restano soli.

“I mostri che abbiamo dentro
Che vagano in ogni mente
Sono i nostri oscuri istinti
E inevitabilmente
Dobbiamo farci i conti.”
(G. Gaber)

Per me la violenza è qualcosa che esiste. Qualcosa che trova le sue origini nei mostri che tutti noi conserviamo dentro e di cui spesso non siamo consapevoli. La violenza è il gesto disperato di chi ha paura di perdere qualcosa, ma non qualcuno. La violenza deve essere compresa, ma mai giustificata.

L’amore è protezione.

L’amore è libertà.